Riduzione
del 15% delle spesa energetica in un industria di lavorazione tessuti
L’argomento
riduzione di costi, oggi va per la maggiore. Le aziende sono costantemente tese
a individuare costi da tagliare. La concorrenza oltreoceano, le mutate
condizioni di mercato, il cambiamento del centro dei commerci sono alcuni dei
motivi che impongono alle aziende di ingegnarsi nella sfida della
competitività. Per un’azienda italiana, in particolare i costi energetici
rappresentano sempre una sfida. Il costo di acquisto di energia da noi è da
sempre una nota dolente nei bilanci aziendali. Nel campo dell’efficienza
energetica esistono molti modi per incidere positivamente nell’ultima riga del
bilancio. Esistono degli interventi
“Soft” e interventi “Hard” che
rispettivamente danno risultati quantitativamente diversi. Tipicamente gli
interventi “Soft” vengono effettuati lontano dalla produzione, danno discreti
risultati e non impattano sulla parte strutturale dell’azienda, mentre gli
interventi “Hard” danno risultati ottimi però impattano sulla produzione, il che
allarga sempre la sfera delle persone coinvolte nel processo di decisione. Gli
uomini della produzione non vogliono avere problemi nel loro territorio e la
questione finanziaria, per loro, è meno importante. Gli interventi “Soft”, di
solito, lo sono anche dal punto di vista dell’investimento da parte del
cliente, infatti normalmente sono bassi o contenuti, mentre gli interventi “Hard”
sono piuttosto importanti e richiedono delle risposte da parte dei vertici dell’azienda
sul fatto di destinare risorse economiche ad interventi non direttamente
collegati con la produzione.
Nel
campo dell’efficienza energetica, quando sussistono determinate condizioni, si
può effettuare un intervento che salva capra e cavoli. Un intervento in grado
di mantenere immutata l’efficienza della produzione e garantire ottimi risparmi
sulla spesa energetica. Addirittura, dal punto di vista della produzione, si
creano delle condizioni per mettere in sicurezza la produzione da potenziali
fermi causati da problematiche al di fuori della responsabilità dell’azienda
oppure da rotture e guasti di alcune macchine. A ben vedere il vero valore
aggiunto arriva proprio da questa peculiarità perché per certe lavorazioni
avere lo stabilimento fermo per 2 giorni costa veramente molto. Ecco come un’azienda ha ridotto del 15% la
sua spesa energetica, risparmiando quasi 100.000€ all’anno, senza investire un
euro!
Dopo
aver valutato con attenzione diverse soluzioni, un’azienda lombarda con un’esperienza pluriventennale nelle lavorazioni dei tessuti: candeggio e tintura in particolare, ha deciso di
optare per la Cogenerazione. L’impianto di cogenerazione ad alto rendimento produce
simultaneamente energia elettrica ed energia termica mediante l’utilizzo di
motori endotermici alimentati a gas naturale. La produzione di energia termica
è resa possibile da appositi scambiatori di calore per il recupero dell’energia
contenuta nell’acqua delle camicie, nell’acqua di raffreddamento del circuito
intercooler e nei gas di scarico di ciascun motore. In questa azienda sono
inoltre installati un impianto fotovoltaico ed un impianto idroelettrico; il
fornitore si è fatto carico della cessione degli esuberi delle tre fonti di
energia sul mercato elettrico. La maggior parte dell’energia elettrica prodotta
viene utilizzata nei processi produttivi del Cliente e le eventuali eccedenze
sono cedute alla rete nazionale. Dal recupero dei circuiti di raffreddamento
delle camicie del motore, dal circuito di raffreddamento dell'olio e
dell’intercooler viene prodotta acqua calda, mentre dai gas di scarico viene prodotto
del vapore saturo. Tutta l’energia termica prodotta dall’impianto viene
impiegata nel processo produttivo dello stabilimento.
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