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domenica 15 novembre 2015

Un modo originale e molto utile per ottenere la riduzione del tasso INAIL.



Nel loro incessante percorso per raggiungere l'eccellenza, le aziende sondano tutte le strade possibili. Una delle strade più percorse è quella volta ad individuare azioni che possano ridurre i costi. A volte questa strada è sterile perchè porta all'abbattimento dei costi fine a se stessa, mentre altre volte le azioni intraprese sono virtuose perchè mirate a creare nuove condizioni che nello stesso tempo, oltre a ridurre i costi, migliorano l'efficienza o la produttività o la sicurezza. 

Un'attività molto utile e poco conosciuta, per tutte quelle aziende che hanno dipendenti automuniti sono i corsi di guida sicura. Infatti questa tipologia di attività formativa, se progettata nel rispetto delle direttive dell'INAIL, consente di migliorare la condizione di lavoro di questa particolare tipologia di dipendenti e nello stesso tempo crea le condizioni per accedere alla riduzione del tasso del premio INAIL. 

Il miglioramento della performance di guida porta enormi benefici in termini di:

giovedì 12 novembre 2015

Può la digitalizzazione delle PMI favorirne la crescita?



Secondo il rapporto della Boston Consulting Group, SI! 

Emerge infatti dal loro Rapporto che le PMI digitali crescono del 13% per quanto riguarda i ricavi e vedono aumentare l’occupazione del 10%. Microsoft ha lanciato il progetto “Digitali per crescere” con l’obiettivo di avvicinare le PMI alla digitalizzazione per dare vita ad un circolo virtuoso di occupazione e crescita.

Molto spesso nelle PMI italiane manca la figura dell’IT manager ma gli imprenditori credono molto nel Cloud computing come strumento di sviluppo. La mancanza della competenza interna in IT è dovuta, da una parte alla necessità di fare investimenti in personale e dall’altra alla poco chiara funzione dell’IT e della complessità dell’attività ad essa legata. In poche parole, i titolare delle PMI credono che non serva avere una persona dedicata, però si rendono conto che la mancata digitalizzazione sia una barriera al loro sviluppo.

lunedì 2 novembre 2015

Aumentare la competitività aziendale. 
4 Domande per chiarirti le idee.



Il tema di come accrescere la competitività è sempre tra le priorità di imprenditori e c-level. Le strade perseguibili sono numerose, quale scegliere? Nei momenti in cui bisogna fare delle scelte diventano utili le domande per mettere un pò di ordine in testa e magari trovare spunti per fare alcuni ragionamenti.

Secondo un recente rapporto realizzato dalla Banca Mondiale ci sono stati dei miglioramenti nella riorganizzazione dell'Azienda Italia, mentre da una ricerca realizzata da Doxa Marketing Advice emerge un tratto distintivo per le aziende di successo.

Scarica, gratuitamente, il documento "Vuoi Aumentare la competitività della tua Azienda? 4 domande per chiarirti le idee."

Completa il "Modulo di Contatto" che trovi sulla destra della home page, inserisci la tua mail e scrivi nel campo "messaggio": "voglio ricevere gratuitamente il documento sulla competitività". Ti verrà inviato subito.

venerdì 18 settembre 2015

Il Paradosso delle affermazioni smentite dai Fatti. Lo Strano caso delle Diagnosi Energetiche Obbligatorie!




E' risaputo che il decreto 102/2014 introduce l'obbligo per talune aziende ad eseguire una verifica delle proprie prestazioni energetiche. L'audit, oltre a riportare la situazione dei consumi energetici, deve fornire indicazioni sugli interventi possibili per ridurli, con tanto di valutazioni economiche, in modo da fornire agli interessati gli elementi necessari a valutare e favorire l'implementazione di azioni volte all'efficientamento energetico. Come ogni copione che si rispetti, anche questa volta ci sono voluti diversi interventi successivi all'emanazione per chiarire agli operatori come effettuare correttamente questo adempimento. 
Se la difficoltà interpretativa in prima battuta ha impattato sugli operatori, a seguire ha prodotto effetti anche sull'utente finale che si è trovato di fronte a mille offerte, con meccanismi di esecuzione del lavoro e prezzo completamente diversi. 

AssoEGE l'Associazione Esperti in Gestione dell'Energia ha pubblicato le "Linee Guida per la Formulazione di una proposta Commerciale per la Diagnosi Energetica nel Campo Civile ed Industriale" per aiutare tutti a farsi un'idea di quale debba essere, grosso modo, un costo accettabile di tale servizio. Potete leggerlo e scaricarlo qui.

E' un documento molto utile che dovrebbe aiutare tutte le persone all'interno dell'azienda a decidere a chi affidarsi per questo importante compito. 

Ma dove sta il Paradosso? Il Paradosso sta nella realtà delle cose. Escludendo quelle Aziende dove esiste una competenza in questo campo (poche), in tutte le altre (tante) questo adempimento viene vissuto come l'ennesimo balzello burocratico e costo che si va ad aggiungere agli altri e che toglie competitività.

In un caso concreto, di cui mi guardo bene di fare il nome ma posso indicare alcuni parametri economici: Fatturato superiore ai 200 Milioni di €, più di 250 dipendenti con un consumo energetico vicino ai 20 Milioni di KWh. Sono soggetti obbligati e quindi si inizia a discutere di DEO. Azienda complessa con più stabilimenti, necessità di creare dei cluster rappresentativi, ecc.

sabato 8 agosto 2015

Mollificio Cappeller spa



Il Mollificio Cappeller spa è dal 1968 sinonimo di molle, particolari stampati, sagomati e minuterie di precisione. La capacità di ingegnerizzazione del prodotto, di comprendere le esigenze del cliente, l’utilizzo di tecnologie emergenti integrate alla tradizione e una produzione basata sulla qualità costituiscono le garanzie di continuità del futuro.

Oltre alla sede principale in Italia è nata in Repubblica Ceca la "Mollificio Cappeller Neinsa s.r.o" in collaborazione con "Neinsa", rinomata azienda spagnola leader nel settore dello stampaggio delle plastiche.
La nuova sede ha due divisioni produttive, una specializzata in molle e bobine, l'altra nello stampaggio della plastica, negli assemblaggi, nella saldatura e nella lavorazione del tubo.

La qualità dei nostri prodotti è assicurata da un costante monitoraggio della produzione programmato fin dalla fase di industrializzazione. Il miglioramento continuo è garantito dagli audit di sistema, dagli audit di prodotto e dall'implementazione dei principi del Sei Sigma laddove le criticità di processo lo richiedano. Le sale metrologiche a servizio della produzione sono dotate di strumenti di misura quali: sistema di visione 3D ottico e a tastatore, torsiometri, dinamometri ed altri strumenti progettati e costruiti in base alle specificità dei prodotti da controllare. Il laboratorio interno è dotato di attrezzature di precisione quali il microscopio ed il bilancino microgrammetrico per la misurazione dello sporco superficiale. L'accettazione arrivi garantisce la qualità in ingresso grazie a prove meccaniche eseguite sulla materia prima e a controlli sui trattamenti termici e superficiali eseguiti all'esterno.

lunedì 3 agosto 2015

Grid defection RSE: ecco perché non è economico staccarsi dalla rete! 



Uno studio valuta uno scenario che prevede la rinuncia alla connessione alla rete elettrica per gli utenti domestici. Restano dubbi di natura essenzialmente monetaria, in particolare legati al costo di generazione del kWh elettrico calcolato sull’intera vita utile dell’impianto di accumulo.

Grid defection! Non è il titolo di un film d’avventura girato al di là dell’Oceano, ma più semplicemente una realtà che riguarda (potenzialmente) gli utenti domestici italiani. Il termine grid defection illustra infatti un semplice scenario: la rinuncia alla connessione alla rete elettrica. Non si sta parlando dell’autoproduzione di una quota più o meno elevata del proprio fabbisogno, come già avviene ad esempio per centinaia di migliaia di utenti italiani che hanno installato un impianto fotovoltaico, ma di una totale autonomia di approvvigionamento elettrico. Quasi inevitabilmente, la grid defection obbligherebbe a dotarsi anche di sistemi di accumulo, azione invece non strettamente necessaria per i prosumer che restano collegati alla rete, a maggior ragione per quelli che usufruiscono dello scambio sul posto.

Ebbene, si tratta di uno scenario possibile? O di pura fantascienza? RSE ha cercato di dare una risposta a queste domande. E al momento sembrano esserci più dubbi (di natura essenzialmente economica) che certezze.

Il problema riguarda infatti il COE - Cost Of Electricity, ossia il costo di generazione del kWh elettrico calcolato sull’intera vita utile dell’impianto. 

“I risultati – commentano i ricercatori di RSE - indicano che, con gli attuali costi d’acquisto dei componenti, nessuna delle configurazioni impiantistiche presenti sul mercato appare in grado di raggiungere un COE che giustifichi economicamente un’azione di grid defection”.

sabato 20 giugno 2015

Uno dei vantaggi ad essere seguito da un consulente indipendente sull'energia e gas!



Il momento più delicato nel passaggio ad un nuovo fornitore di energia e/o gas è il momento di "presa in carico" ovvero quel momento dove tutto deve procedere perfettamente tra lo sgancio dal vecchio fornitore e l'aggancio al nuovo. Buona parte dei problemi avviene in questa fase. Il vecchio fornitore non sgancia il cliente in tempo, il gestore fa casino nello switch, il nuovo fornitore non è pronto per ricevere il cliente, ecc sono le casistiche che portano i problemi al cliente finale. 

Le conseguenze sono
  • il cliente resta un altro mese in fornitura con le tariffe vecchie, 
  • il cliente finisce nel mercato di salvaguardia (con conseguente richiesta di cauzione e tariffe molto diverse da quelle pattuite, ecc) insomma, non è colpa di nessuno ma chi ci rimette è il cliente. 

Visto che è pressochè impossibile eliminare questo fenomeno le strade da scegliere per un'azienda sono tre:

1- si sceglie per proprio conto un fornitore con cui rimanere legati a lungo termine;
2- si sceglie di affidarsi ad un consulente, broker, associazione;
3- si sceglie di affidarsi ad un consulente indipendente

Ogni scelta ha delle conseguenze, con la prima si rischia che il fornitore si adagi e non applichi la sua aggressività commerciale per tenere il cliente. Con la seconda si rischia di non essere difesi a pieno perchè il consulente viene pagato dal fornitore e quindi non ha interesse vero a tutelare il cliente (il suo vero cliente è chi lo paga e in questo caso il fornitore). Con la terza si ha il massimo grado di tutela in quanto il consulente pagato direttamente dal cliente ha tutto l'interesse a tutelare il suo cliente e quindi farà di tutto per fare giustizia.

A proposito se pensate che esista il consulente che fa la scelta del fornitore gratis, vi sbagliate di grosso, quel consulente deve ancora nascere. I fornitori di energia e gas pagano molto bene questa attività. Anche quando il consulente fa delle altre cose per il cliente, non è credibile che non venga remunerato. Quanto meno, il meccanismo lascia sempre il fianco scoperto. Di solito infatti il consulente dice di avere fatto il confronto tra diversi fornitori ed avere scelto il migliore. Ma di fatto il cliente si deve fidare. 

Chi è il consulente indipendente?

mercoledì 10 giugno 2015

Formazione forza vendita in Italia!



Si parla molto di formazione, nel campo della vendita in particolare modo, perché questo è un mondo dove tutti hanno la loro versione dei fatti. È un po' come la psicologia, tutti sono un po' psicologi e mancando quel meccanismo rigoroso di misurazione dei risultati tutti hanno un po' ragione. 

Quando mi sono laureato ho dato la tesi "la relazione tra Leader e collaboratori nel processo di Goal Setting", la mia introduzione fu quella di un certo disappunto rispetto alla formazione esistente all'epoca dove ancora si parlava della Piramide di Maslow. Non ne potevo più e non vedevo passi in avanti. A distanza di diversi anni cosa è cambiato? Poco, molto poco. 

Si parla di vendita e si fanno ancora i corsi di formazione dove si richiede al "povero venditore" di essere professionista. Ma professionista di cosa non lo spiega mai nessuno

Recentemente ho partecipato ad un corso di formazione di un'azienda, il programma è sempre lo stesso, grandi spiegazioni delle caratteristiche del prodotto/servizio, grandi dichiarazioni autoreferenziali e poi via, ad inculcare nella testa che bisogna andare dal cliente e fargli le domande giuste, dirgli questo è dirgli quello e se non capisce è un imbecille, perché il nostro prodotto è il migliore, e lo è perché glielo diciamo noi che siamo dei professionisti. 

Sempre tutto facile in queste riunioni, mai un contraddittorio con un cliente vero che ti fa capire che per quanto tu sia bravo, in passato ha preso certe fregature che adesso prima di darti fiducia devi sudare 7 camicie e devi (tu venditore) incutergli quella fiducia che l'azienda non è capace perché non ha investito un centesimo nel crearsi una reputazione.
Sei un responsabile acquisti? Allora devi imparare a vendere!



Acquisti e vendite sono due funzioni vitali in azienda con diversi processi che sono spesso descritti come opposti. Spesso questi dipartimenti lottano per dimostrare chi è più importante. Questo deriva dal fatto che molte organizzazioni spendono più soldi per formazione alle vendite che non agli acquisti. Recentemente però molte aziende hanno capito che la profittabilità può essere migliorata attraverso il potenziamento di entrambe le aree acquisti e vendite. Sempre di più l'attività degli acquisti e come comperare rappresenta un'opzione per differenziarsi. Come risultato le aziende stanno investendo per fare in modo che i responsabili acquisti partecipino a corsi specializzati, ottengano certificazioni e sviluppino nuove abilità. Di questi tempi, quindi i responsabili acquisti si stanno sforzando di mettere in pratica le nuove abilità apprese attraverso questa formazione. Ho un consiglio per tutti i responsabili acquisti che si trovano in questa situazione, "prestate attenzione ad alcune abilità da venditore". Di seguito ne elenco alcune che vi aiuteranno ad ottenere importanti risultati e avanzare nella vostra carriera:

Trasforma il tuo "cliente" in eroe. Ogni storia ne ha uno. Chi è il tuo? Se devi farti approvare degli investimenti per implementare nuovi processi, tecnologia, ecc devi spiegare chiaramente i benefici che si otterranno effettuando l'investimento (fagli vedere quanti soldi si possono risparmiare, ad esempio). Questo faciliterà l'allocazione del budget necessario. E ogni volta che le tue scelte saranno un successo, il tuo "sponsor interno" riceverà credibilità e diventerà "l'eroe". Questo aprirà la strada ai tuoi successi futuri. 

sabato 30 maggio 2015

Migliorare le vendite reinterpretando gli insuccessi!

Vendere è un mestiere duro, sei continuamente misurato e tutti sanno come stai Performando. Chi lavora nel marketing, nell'IT o nelle risorse umane non sa quanto è difficile lavorare, crescere e imparare sotto lo sguardo del resto del mondo aziendale. 
Molto spesso il venditore vive un sentimento chiamato "paura" e il suo successo dipende in larga misura da come riesce a gestirla. 
Il nostro cervello risponde alla paura in modo automatico, blocca i pensieri creativi, fa dimenticare le cose e paralizza le risposte innovative. Si inizia sempre una spirale negativa verso il basso. 

Dei numerosi modi di gestire la paura è l'ansia il migliore per me si chiama "ricalibrazione cognitiva". Si tratta di rivedere una situazione vissuta da un altro punto di vista. 
Il sistema, per me, migliore di usare la ricalibrazione cognitiva è usarla con gli errori. La prima cosa è dargli un nome diverso, non più "errori", ma "esperienze di valore". Quando commetto un errore, mi fermo e mi faccio alcune domande: "cosa ho imparato?", "in che momento le cose hanno cominciato ad andare male?", "ho dimenticato qualche cosa o potevo fare le cose in modo differente?", in poche parole costringo il mio cervello a non pensare di essere un perdente, ma a chiedersi come poter migliorare la prossima volta. 

giovedì 21 maggio 2015

Con che tipo di Venditore, dovresti spendere il tuo tempo?



Quante volte al giorno vieni contattato da venditori, rappresentanti, procacciatori, tecnici commerciali? 

Quante volte vieni interrotto nel tuo lavoro? 

Quante volte dopo aver superato il filtro della segretaria ti trovi ad ascoltare telefonate di questo tipo:

“ Buongiorno sig. Rossi, sono Franco Bollo dell’azienda XYZ, la nostra azienda la può aiutare a ridurre il costo delle sue bollette, i nostri prezzi sono sempre i migliori perché la nostra azienda acquista l’energia direttamente dai produttori e la porta a casa sua con delle condizioni pensate appositamente per lei. La nostra organizzazione ci permette di assicurarle un servizio post vendita di alto livello, e quando si presenta un minimo problema lei può contare su un operatore che la segue passo, passo. … Mi farebbe piacere poterla incontrare per illustrarle anche gli altri nostri servizi, sarebbe disponibile …”

“Buongiorno sig. Rossi, sono Franco Bollo dell’azienda XYZ, la nostra azienda opera nel campo delle informazioni commerciali e possiamo farle conoscere la solvibilità del potenziale cliente prima che lei decida di servirlo. La nostra principale caratteristica risiede nel fatto che facciamo la raccolta dei dati sul campo e quindi anche la minima variazione viene captata per tempo e … oltre a questo abbiamo anche i servizi di recupero credito che la aiutano la dove l’insoluto è già avvenuto. Mi farebbe piacere poterla incontrare per illustrarle anche gli altri nostri servizi, sarebbe disponibile …”

Non voglio neanche pensare come ci si possa sentire a ricevere telefonate di questo tipo. Una noia mortale ed un enorme perdita di tempo. Questo è un approccio non più adatto ai tempi moderni. Ti meriti un approccio diverso e molto più funzionale, quindi il suggerimento è questo: a meno che non sia utile a risolvere i tuoi problemi non perdere tempo.

Un approccio che parte bene dall’inizio è personalizzato, contestualizzato, allineato con le necessità del momento. Ad esempio:

mercoledì 20 maggio 2015

Nella Selva della burocrazia una soluzione all'obbligo di Diagnosi Energetica Obbligatoria



Come previsto dal decreto legislativo 102/2014, la diagnosi energetica è obbligatoria per determinate aziende (clicca qui per saper se la tua azienda è tra quelle obbligate). Essa è un importante strumento di sviluppo, infatti secondo una recente indagine PWC le aziende nel mondo che hanno investito nel miglioramento della loro performance ambientale hanno decisamente una marcia in più. 


In Italia le opportunità di dare competitività alle aziende agendo sull'efficientamento sono molte perché la situazione dal punto energetico è alquanto lacunosa. Inefficienza energetica degli edifici, obsolescenza dei siti produttivi e burocrazia vasta, complessa e in continua evoluzione sono i principali elementi. Quasi sempre le aziende faticano a ricavare informazioni sulla natura e i costi delle nuove tecnologie e quasi sempre non sono consapevoli dei loro consumi; quand'anche lo sono manca la formazione specifica sia per la diagnosi dei consumi sia per identificare gli interventi volti al miglioramento. 


Realizzare una Diagnosi Energetica ha dei costi che 9 volte su 10 si ripagano abbondantemente dai risparmi conseguiti con gli interventi identificati. Però, dato che esiste l'obbligo, non tutte le aziende sono entusiaste nell'affrontare questa ulteriore spesa e quindi si è formata la corrente delle Aziende che risolvono questo problema, grazie a Certificatori compiacenti, facendosi realizzare Diagnosi "standard" ovvero di bassissimo costo e utili solo come "pezzo di carta" da esibire al controllo. Questo modo di agire lascia sul terreno una vera opportunità di migliorare e di ricavare risorse economiche che possono essere reinvestite in attività "core". Ma c'è una soluzione ...

domenica 17 maggio 2015

Obbligo di Diagnosi Energetiche per le PMI? No, opportunità!



Disponibili fino a 30 milioni di euro a copertura del 50% dei costi
Via libera al programma destinato a stimolare le piccole e medie imprese a rendere più efficienti i loro consumi energetici. L’iniziativa, prevista dalle norme di recepimento della Direttiva sull’efficienza energetica, mette a disposizione 15 milioni di euro nel 2015 per il cofinanziamento di programmi regionali volti ad incentivare gli audit energetici nelle PMI o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001.
Considerando anche le risorse che saranno allocate dalle Regioni, per le PMI saranno disponibili 30 milioni di euro a copertura del 50% dei costi che sosterranno per la realizzazione delle diagnosi energetiche. Si stima che non meno di 15.000 PMI all’anno potranno essere coinvolte in questa iniziativa e che altrettanti progetti di efficienza energetica scaturiranno dalle diagnosi energetiche. 
La scadenza per presentare i programmi è fissata ...
Obbligo di Diagnosi Energetiche per 
Imprese Energivore e Grandi Imprese


Con la pubblicazione del decreto legislativo 102/2014, le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia dovranno dotarsi, entro il 5 dicembre 2015, di diagnosi energetiche per le sedi produttive sul territorio nazionale. L’adempimento dovrà essere ripetuto con cadenza quadriennale, pena sanzioni amministrative per mancata diagnosi o diagnosi non conforme.
Le imprese soggette all’obbligo di diagnosi energetiche sono: 
  • Grandi Imprese che occupano più di 250 persone oppure le imprese il cui fatturato annuo supera i 50 milioni di euro e il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di euro. 
  • Imprese a forte consumo di energia. Sono identificate come imprese che nel corso dell'anno realizzino le seguenti condizioni: 
    • abbiano utilizzato almeno 2,4 Gwh di energia elettrica e 
    • il rapporto tra costo effettivo del totale dell'energia utilizzata e il valore del fatturato non sia inferiore al 3%. 
Oltre alle diagnosi energetiche quadriennali, le imprese a forte consumo di energia sono obbligate a dare progressiva attuazione, in tempi ragionevoli, agli interventi di efficienza individuati dalle diagnosi stesse o, in alternativa, ad adottare sistemi di gestione dell’energia certificati secondo la norma ISO 50001.
Le diagnosi energetiche dovranno consentire calcoli dettagliati e convalidati per le misure proposte, in modo da fornire informazioni per le analisi storiche, per il monitoraggio della prestazione e per la previsione dei potenziali risparmi.
I risultati delle diagnosi devono essere comunicati all’ENEA e all’ISPRA che ne cura la conservazione. A ENEA sono demandati i controlli che dovranno accertare la conformità delle diagnosi alle prescrizioni del decreto, tramite una selezione annuale di una percentuale statisticamente significativa della popolazione delle imprese soggette all’obbligo almeno pari al 3%, per diagnosi effettuate da auditor esterni alle imprese, e al 100% per diagnosi effettuate da auditor interni; in esito ai controlli, potranno essere irrogate sanzioni amministrative pecuniarie da 4 a 40 mila euro per mancata diagnosi e da 2 a 20 mila euro per diagnosi non conformi.

giovedì 14 maggio 2015

Smettila di perdere tempo, non è più necessario incontrare il venditore.


La necessità di incontrare il venditore si è affievolita con il passare del tempo ed ora pochi si sono accorti che il suo tempo è finito.
A livello intuitivo i buyer lo hanno già capito, ma nessuno è preparato per riconoscerlo del tutto. E’ arrivato il momento di rivedere il processo di acquisto e sfruttare questa opportunità (prima che lo facciano i tuoi concorrenti).
I clienti generalmente ritengono che il momento più opportuno di trattare sia di fronte al venditore, tuttavia passano sempre meno tempo in questa situazione. In realtà il compratore passa la maggior parte del suo tempo di “acquisto” al telefono e non in incontri face to face. Questa è la realtà e non ci si può fare nulla.
Sono principalmente 2 i motivi di questo fatto:
1-i compratori spendono meno tempo nel processo di “acquisto” e sono più rapidi ed efficienti (recuperano il tempo di attesa che serve al venditore di organizzarsi e andare fisicamente da lui)
2-i compratori non vogliono spendere tempo con incontri con venditori a meno che non ritengano indispensabile un incontro face to face (e raramente lo è).
Il processo di acquisto non è più un’attività da fare assieme al venditore con incontri face to face.

lunedì 11 maggio 2015

Il mondo vuole solo un pò di stupore!



Un meraviglioso cortometraggio su cosa si può ottenere credendo in se stessi e smettendo di autolimitarsi.

Chi può fermare un treno in corsa? Chi crede di poterlo fare!

lunedì 4 maggio 2015

Lean Management e sopravvalutazione dei Principi centrali!



La Lean è un modo di pensare, non sono strumenti. Se non si chiarisce questo punto non se ne viene a capo. 
La volontà di implementare questo fortunato modello organizzativo spesso tradisce i lean thinkers.
Come prendere appuntamento in 3 semplici passaggi



Il mondo è sicuramente cambiato negli ultimi anni. La vendita (almeno un certo tipo di essa) resta sempre un momento in cui guadandosi in faccia si appone una firma. Arrivare a questo fatidico momento è frutto di diverse attività. Queste attività nel tempo sono cambiate, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, grazie alla connettività rafforzata. Cose impensabili solo 7-8 anni fa oggi sono normali. 
I nuovi strumenti si sovrappongono a quelli tradizionali. Ci sono però dei momenti nel ciclo di vendita in cui i nuovi media non riescono a darti tutto il lavoro necessario, non si riesce ad avere la giusta quantità di appuntamenti. Ecco allora che rinverdire alcune regole torna utile.
La famigerata telefonata a freddo è forse una delle peggiori attività per un venditore (e un pò venditori lo siamo tutti indipendentemente dal ruolo). Vediamo, se proprio si deve fare cosa fare per massimizzare la riuscita.

lunedì 27 aprile 2015

LIFE come VITA oppure ...



Attraversi un momento della tua vita dove senti che ti manca qualcosa? Forse è il momento giusto per il LIFE.

L.I.F.E. è un training intensivo di tre giorni. E’ un corso esperienziale altamente emotivo, che permette di sperimentare in prima persona le abilità di leadership.

Questo corso è tenuto da CIMBA www.cimbaitaly.com. Il CIMBA è una Business School Americana con sede a Paderno del Grappa (presso l’istituto Filippin), qui studenti americani provenienti da diverse università USA vengono a fare una parte del loro corso di studi (una sorta di nostro Erasmus). Dato l’alto livello dell’offerta formativa (I docenti sono americani) anche i Manager delle aziende più prestigiose (tipicamente multinazionali o dove si parla frequentemente inglese) frequentano i corsi. Al CIMBA si tengono prevalentemente corsi in lingua inglese e alcuni in lingua italiana tra cui il LIFE.

Abbiamo organizzato un appuntamento per presentare questo corso:

11 maggio alle ore 20.30 presso gli istituti Filippin Via San Giacomo 4; 31017 Paderno del Grappa (TV)

martedì 21 aprile 2015

10 domande a cui dovresti rispondere prima di compiere 50 anni

Ho trovato questo articolo molto interessante ed ho pensato di condividerlo. 

50 anni potrebbero essere la metà della nostra vita e se questo è vero allora significa che dovremmo aver imparato abbastanza da sapere come procedere nei prossimi 50. Con tutto quello che abbiamo imparato dovremo riuscire a realizzare i nostri sogni. Giusto?