martedì 31 marzo 2015

Mandato con Procura per acquisto energia e gas?!?


E’ una pratica abbastanza diffusa tra le associazioni di categoria. L’associato fidandosi della sua associazione da piena delega e poteri ad un terzo per la gestione dei contratti di fornitura di energia e gas.

Il paradosso è che l’imprenditore solitamente vuole avere tutto sotto controllo e in questa fattispecie quasi sempre non sa neppure che ha firmato un documento tanto importante. Così importante perché riferito ad una voce di costo spesso molto elevata.

Ho assistito a sfuriate colossali per errori in fattura di poche centinaia di €. L’imperativo è controllare i costi, gestire le spese e le uscite. Poi su un argomento così delicato non c’è quasi nessun controllo, c’è immobilità. Questo è quasi certo perché spesso le aziende seguite dall’associazione ti rispondono che per i contratti di energia sono a posto. Non si pongono domande!

A fronte di questa situazione diffusa invece io mi faccio sempre alcune domande:

1 Come fa l’imprenditore ad essere certo che il fornitore scelto di volta in volta sia effettivamente il migliore, dato che è escluso dal processo di scelta?

2 Perché il mandato e i contratti di fornitura hanno durate diverse?

3 Perché la disdetta del mandato ha tempi diversi della disdetta al fornitore?

4 Perché tra gli associati ci sono prezzi diversi quando l’accordo con i fornitori è stato fatto per tutti?

5 Perché si paga questo servizio a prescindere dal risultato?

Mi piacerebbe sentire le testimonianze degli imprenditori (posto che sappiano che anche nella loro azienda si faccia in questo modo)?

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