Mandato
con Procura per acquisto energia e gas?!?
E’ una pratica abbastanza diffusa tra le associazioni
di categoria. L’associato fidandosi della sua associazione da piena delega e
poteri ad un terzo per la gestione dei contratti di fornitura di energia e gas.
Il paradosso è che l’imprenditore solitamente vuole
avere tutto sotto controllo e in questa fattispecie quasi sempre non sa neppure
che ha firmato un documento tanto importante. Così importante perché riferito
ad una voce di costo spesso molto elevata.
Ho assistito a sfuriate colossali per errori in
fattura di poche centinaia di €. L’imperativo è controllare i costi, gestire le
spese e le uscite. Poi su un argomento così delicato non c’è quasi nessun
controllo, c’è immobilità. Questo è quasi certo perché spesso le aziende seguite dall’associazione ti rispondono che per i contratti di energia sono a posto.
Non si pongono domande!
A fronte di questa situazione diffusa invece io mi
faccio sempre alcune domande:
1 Come fa l’imprenditore ad essere certo che il
fornitore scelto di volta in volta sia effettivamente il migliore, dato che è
escluso dal processo di scelta?
2 Perché il mandato e i contratti di fornitura hanno durate diverse?
3 Perché la disdetta del mandato ha tempi diversi della disdetta al fornitore?
4 Perché tra gli associati ci sono prezzi diversi quando l’accordo con i fornitori è stato fatto per tutti?
5 Perché si paga questo servizio a prescindere dal risultato?
Mi piacerebbe sentire le testimonianze degli
imprenditori (posto che sappiano che anche nella loro azienda si faccia in
questo modo)?

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