venerdì 18 settembre 2015

Il Paradosso delle affermazioni smentite dai Fatti. Lo Strano caso delle Diagnosi Energetiche Obbligatorie!




E' risaputo che il decreto 102/2014 introduce l'obbligo per talune aziende ad eseguire una verifica delle proprie prestazioni energetiche. L'audit, oltre a riportare la situazione dei consumi energetici, deve fornire indicazioni sugli interventi possibili per ridurli, con tanto di valutazioni economiche, in modo da fornire agli interessati gli elementi necessari a valutare e favorire l'implementazione di azioni volte all'efficientamento energetico. Come ogni copione che si rispetti, anche questa volta ci sono voluti diversi interventi successivi all'emanazione per chiarire agli operatori come effettuare correttamente questo adempimento. 
Se la difficoltà interpretativa in prima battuta ha impattato sugli operatori, a seguire ha prodotto effetti anche sull'utente finale che si è trovato di fronte a mille offerte, con meccanismi di esecuzione del lavoro e prezzo completamente diversi. 

AssoEGE l'Associazione Esperti in Gestione dell'Energia ha pubblicato le "Linee Guida per la Formulazione di una proposta Commerciale per la Diagnosi Energetica nel Campo Civile ed Industriale" per aiutare tutti a farsi un'idea di quale debba essere, grosso modo, un costo accettabile di tale servizio. Potete leggerlo e scaricarlo qui.

E' un documento molto utile che dovrebbe aiutare tutte le persone all'interno dell'azienda a decidere a chi affidarsi per questo importante compito. 

Ma dove sta il Paradosso? Il Paradosso sta nella realtà delle cose. Escludendo quelle Aziende dove esiste una competenza in questo campo (poche), in tutte le altre (tante) questo adempimento viene vissuto come l'ennesimo balzello burocratico e costo che si va ad aggiungere agli altri e che toglie competitività.

In un caso concreto, di cui mi guardo bene di fare il nome ma posso indicare alcuni parametri economici: Fatturato superiore ai 200 Milioni di €, più di 250 dipendenti con un consumo energetico vicino ai 20 Milioni di KWh. Sono soggetti obbligati e quindi si inizia a discutere di DEO. Azienda complessa con più stabilimenti, necessità di creare dei cluster rappresentativi, ecc.

martedì 8 settembre 2015

Manuale di Autodifesa dalle previsioni del prezzo dell'energia e gas!



Spesso mi confronto con i miei clienti, ecc sul tema energia elettrica e gas. Sarà perchè la fiducia non è mai abbastanza, ma a quel tavolo avverto sempre quel pizzico di diffidenza sulle parole dette. Lo comprendo, i miei clienti non possono sapere tutto di tutto, quindi fanno "interpolazioni" tra le varie fonti. Prendiamo un argomento a caso: la previsione del prezzo dell'energia. Il mio cliente viene "bombardato" da persone/aziende che vogliono conquistarlo e argomentano in diversi modi le loro tesi. Quando si parla di previsione però si raggiunge l'apoteosi. Esperti per non dire espertissimi quali sono, i vari consulenti, parlano per ore per dimostrare la loro professionalità e la loro capacità di previsione (manco fossero i gestori del mercato elettrico). La realtà è che NESSUNO ha la più pallida idea di quello che dice. Spesso perchè i consulenti sono Venditori indottrinati dalla casa mandante su cosa dire ai potenziali clienti. Una disamina attenta del tema mette in evidenza delle complessità ben oltre la capacità di previsione di un ufficio trading. Si ha a che fare, infatti con sottili giochi ed equilibri internazionali. 

Ad ogni modo, per evitare di dovermi sentire nella condizione di confutare le parole altrui scrivo qui, quello che dico sempre ai miei clienti. Andate a vedere il sito del GME www.mercatoelettrico.org in prima pagina ci sono dei grafici molto interessanti e intuitivi per farsi un'idea di cosa sta succedendo. In questo sito trovate anche la modalità di iscriversi alla loro newsletter mensile che vi tiene aggiornati sul mercato e pubblica degli editoriali molto interessanti di approfondimento. Per chi non conoscesse il GME di seguito una breve descrizione.

sabato 8 agosto 2015

Mollificio Cappeller spa



Il Mollificio Cappeller spa è dal 1968 sinonimo di molle, particolari stampati, sagomati e minuterie di precisione. La capacità di ingegnerizzazione del prodotto, di comprendere le esigenze del cliente, l’utilizzo di tecnologie emergenti integrate alla tradizione e una produzione basata sulla qualità costituiscono le garanzie di continuità del futuro.

Oltre alla sede principale in Italia è nata in Repubblica Ceca la "Mollificio Cappeller Neinsa s.r.o" in collaborazione con "Neinsa", rinomata azienda spagnola leader nel settore dello stampaggio delle plastiche.
La nuova sede ha due divisioni produttive, una specializzata in molle e bobine, l'altra nello stampaggio della plastica, negli assemblaggi, nella saldatura e nella lavorazione del tubo.

La qualità dei nostri prodotti è assicurata da un costante monitoraggio della produzione programmato fin dalla fase di industrializzazione. Il miglioramento continuo è garantito dagli audit di sistema, dagli audit di prodotto e dall'implementazione dei principi del Sei Sigma laddove le criticità di processo lo richiedano. Le sale metrologiche a servizio della produzione sono dotate di strumenti di misura quali: sistema di visione 3D ottico e a tastatore, torsiometri, dinamometri ed altri strumenti progettati e costruiti in base alle specificità dei prodotti da controllare. Il laboratorio interno è dotato di attrezzature di precisione quali il microscopio ed il bilancino microgrammetrico per la misurazione dello sporco superficiale. L'accettazione arrivi garantisce la qualità in ingresso grazie a prove meccaniche eseguite sulla materia prima e a controlli sui trattamenti termici e superficiali eseguiti all'esterno.

venerdì 7 agosto 2015

Come cambia lo scenario del gas in Europa con la fine delle sanzioni all'Iran?



L’accordo sul nucleare iraniano, firmato il 14 luglio 2015, e la connessa fine graduale delle sanzioni internazionali, porterà anche allo stop del divieto di esportazione delle risorse energetiche del paese verso l’Europa e del divieto di investimento per le aziende europee nel settore energetico iraniano. Oltre che ricco di petrolio (circa 9% delle riserve provate mondiali di greggio), l’Iran detiene il primato mondiale per riserve provate di gas naturale: il potenziale stimato a fine 2014 è di 35 Tmc, superiore a quello di Russia (32.6 Tmc) e Qatar (24.5 Tmc)3 e pari al 18% delle riserve provate mondiali. Un potenziale ancora non sfruttato Tale dotazione è a oggi poco sfruttata. Infatti, nonostante negli ultimi vent’anni la produzione di gas iraniano sia cresciuta a ritmi consistenti (il CAGR dal 2004 al 2014 è del 6%), nel 2014 essa era comunque pari a un ammontare ancora molto ridotto rispetto al potenziale: 170 Gmc (a termine di paragone la Russia, con un simile dotazione di risorse, produce oltre 575 Gmc all’anno). Al ritmo attuale di produzione, molto limitato rispetto al potenziale, le risorse esistenti si esaurirebbero in oltre 100 anni.

La produzione interna, inoltre, è stata fino a ora quasi completamente assorbita dai consumi interni, con un ruolo per l’export molto limitato: i volumi totali esportati, esclusivamente via pipeline, erano pari circa 10 Gmc nel 2014 (il 5% della produzione interna), diretti per la maggior parte verso Turchia, e in minor misura, verso Armenia e Azerbaijan. L’industria della liquefazione non è invece per nulla sviluppata, in netto contrasto con il confinante Qatar, con il quale condivide il maggiore giacimento di gas offshore (South Pars, scoperto nel 1990) e che è invece il primo esportatore mondiale di LNG (103 Gmc di GNL esportato nel 2014, partendo praticamente da zero negli anni ‘90). Dal 2013 in avanti l’attuale governo ha più volte manifestato ufficialmente la forte volontà politica di far diventare l’Iran un esportatore di gas. I piani dichiarati prevedono un incremento della produzione fino a 400 Gmc al 20257 e l’impegno a realizzare numerosi progetti infrastrutturali necessari per il trasporto al di fuori dei confini nazionali, sia attraverso nuovi gasdotti internazionali che attraverso terminali di liquefazione.
Aggiornamenti dal mondo dell'Energia


A luglio, la decisa crescita della domanda di energia elettrica, sostenuta da temperature abbondantemente superiori alle medie stagionali in larga parte del mese, ha spinto gli scambi di energia nel Mercato del Giorno Prima ai massimi degli ultimi tre anni. Il prezzo medio di acquisto (PUN), dopo la fase di stagnazione sotto i 50 €/MWh dei mesi precedenti, con un balzo di quasi 20 €/MWh sale a 67,77 €/MWh ai massimi da gennaio 2014.

A luglio i consumi di gas naturale in Italia registrano una consistente crescita su base annua (+16,8%) trainata dal settore termoelettrico, i cui consumi, grazie al forte aumento della domanda elettrica, raggiungono i massimi dell’ultimo triennio. Stabili i consumi civili, ancora in calo quelli del settore industriale. 

giovedì 6 agosto 2015

Energia: 
letture più frequenti e nuovi indennizzi automatici per ridurre stime e acconti in bolletta!



  1. Bollette sempre più basate su consumi effettivi grazie a nuovi obblighi di lettura, a incentivi all'utilizzo dell'autolettura da parte del cliente e a criteri che riducano la differenza tra valori reali e stimati; 
  2. incremento della periodicità di invio delle bollette e indennizzi automatici per ritardi; 
  3. divieto di fatture "miste", cioè con dati effettivi e stimati, in caso di scelta di fatturazione mensile. 
  4. Tempi certi per le bollette di chiusura in caso di cambio fornitore, volture o disattivazione. 


Sono le principali proposte dell'Autorità per risolvere alcune delle criticità ancora esistenti in tema di fatturazione, presentate con il Documento per la consultazione "Fatturazione nel mercato retail" 405/2015/R/com, dopo le misure già attuate con il provvedimento sulla misura gas (117/2015/R/gas). Tutti i soggetti interessati potranno far arrivare le proprie osservazioni entro il 30 settembre 2015.

Gli interventi, che riguardano tutti i piccoli clienti, sia in tutela sia nel mercato libero, si basano anche sui primi risultati dall'indagine conoscitiva dell'Autorità sulla fatturazione, da cui emerge come le bollette basate su consumi effettivi (cioè non contenenti consumi stimati) siano il 75% circa del totale nel settore elettrico - dove il 98% circa dei clienti ha il contatore elettronico telegestito -mentre sono l'8,5% nel gas, dove però la diffusione dei contatori telegestiti è appena agli inizi.

lunedì 3 agosto 2015

Grid defection RSE: ecco perché non è economico staccarsi dalla rete! 



Uno studio valuta uno scenario che prevede la rinuncia alla connessione alla rete elettrica per gli utenti domestici. Restano dubbi di natura essenzialmente monetaria, in particolare legati al costo di generazione del kWh elettrico calcolato sull’intera vita utile dell’impianto di accumulo.

Grid defection! Non è il titolo di un film d’avventura girato al di là dell’Oceano, ma più semplicemente una realtà che riguarda (potenzialmente) gli utenti domestici italiani. Il termine grid defection illustra infatti un semplice scenario: la rinuncia alla connessione alla rete elettrica. Non si sta parlando dell’autoproduzione di una quota più o meno elevata del proprio fabbisogno, come già avviene ad esempio per centinaia di migliaia di utenti italiani che hanno installato un impianto fotovoltaico, ma di una totale autonomia di approvvigionamento elettrico. Quasi inevitabilmente, la grid defection obbligherebbe a dotarsi anche di sistemi di accumulo, azione invece non strettamente necessaria per i prosumer che restano collegati alla rete, a maggior ragione per quelli che usufruiscono dello scambio sul posto.

Ebbene, si tratta di uno scenario possibile? O di pura fantascienza? RSE ha cercato di dare una risposta a queste domande. E al momento sembrano esserci più dubbi (di natura essenzialmente economica) che certezze.

Il problema riguarda infatti il COE - Cost Of Electricity, ossia il costo di generazione del kWh elettrico calcolato sull’intera vita utile dell’impianto. 

“I risultati – commentano i ricercatori di RSE - indicano che, con gli attuali costi d’acquisto dei componenti, nessuna delle configurazioni impiantistiche presenti sul mercato appare in grado di raggiungere un COE che giustifichi economicamente un’azione di grid defection”.